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Zaneddu
Don't Say Brown, Say "Zaneddu".


Televisione e dintorni


19 gennaio 2005

Ficscion...

Ma dico io, dobbiamo per forza dare un'immagine così stupida delle forze dell'ordine? Non che bisogni esaltarle, ma dopo tutte le barzellette sui carabinieri, poliziotti e finanzieri, un minimo di serietà è d'obbligo, suvvia. Gli è che oggi è andata in onda su canale5 la prima puntata di R.I.S. - una fiction italiana incentrata sulle investigazioni del RIS dei carabinieri, la "scientifica" nostrana  - brutta copia del popolare serial americano C.S.I. (Crime Scene Investigations), fatta con i piedi, dialoghi che farebbero impallidire Di Pietro e molto al di sotto del minimo sindacale in quanto a  perizia e preparazione. Quello americano è un bel prodotto.  Certo, i supponenti protagonisti in quattro e quattr'otto risolvono i casi più difficili,  hanno una spiegazione per ogni cosa, sono pure moralisti in modo irritante, ma è comunque un bel prodotto, con una bella regia, una sapiente fotografia ed effetti speciali di tutto rispetto. Quello italiano è la solita copia taroccata. Invece di spremersi le meningi per tirare fuori qualche idea interessante si scopiazzano le produzioni straniere con il risultato che i carabinieri -  che in realtà non siamo abituati a considerare delle aquile - ci fanno una magra figura. Una per tutte: incidente + sparatoria,  due cadaveri sull'asfalto, auto beige distrutta e con un pesante segno di vernice blu in corrispondenza dell'impatto. Allora 'investigatore dice al collega: "Hai visto quel segno? Cosa può aver lasciato un segno così sulla carrozzeria?".  E l'altro invece che rispondere: "forse ha investito un puffo, coglione!" sospira e se ne esce con un retorico "è quello che dobbiamo scoprire".
Povera Italia...




permalink | inviato da il 19/1/2005 alle 22:54 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (3) | Versione per la stampa


25 ottobre 2004

Brogli e Dandini.


Gore Vidal spiega alla Dandini, con la traduzione di Neri Marcorè, che in America si vota con il touch screen (sicuro Gore? dappertutto Gore?). Tu voti Kerry e al centro di  elaborazione dati gli amici di Bush cambiano il voto. Che palle la Dandini.


 




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22 ottobre 2004

Sondaggio: da che parte state?




Anche stasera la puntata è di quelle interessanti e godibilissime. L’innesco è dato dal caso Buttiglione con la domanda: “chi sono gli eurobigotti?” che si dipana verso il tema dell’etica, la morale e le libertà civili. Ferrara spiega per sommi capi la vicenda e Giovanardi si stupisce di non “avere ancora capito di cosa sia accusato Buttiglione”. Non si  non si sente un “perseguitato”, in virtù della sua fede cattolica ma crede che la tolleranza mostrata con la nomina di Emma Bonino fosse dovuta anche a Buttiglione, essendo note a tutti le idee della Bonino su droga e aborto.  Manconi lamenta l’uso troppo disinvolto del termine “perseguitati” nei confronti dei cattolici, e ricorda i cattolici veramente perseguitati al mondo. Inoltre spiega che la vicenda Buttiglione è riconducibile al solo caso politico, che deriva dalla richiesta del ministro dell’Udc, in sede di costituzione europea, di espungere le sanzioni per le discriminazioni sessuali e ciò poco si concilia con una commissione che le libertà e i diritti deve promuovere, anziché negare. Invece Panebianco è convinto  che abbia pesato anche la diffidenza europea nei confronti del governo italiano ed è certo che ci sia un “pregiudizio anticattolico” frutto della “secolarizzazione dell’Europa”. Secondo padre Cervellera “negli ultimi due o tre secoli la chiesa è andata ripetendosi” e aggiunge che “ha fatto poco lavoro culturale e d’intelligenza”. Assolutamente contrario Manconi che ritiene che non vi sia una caduta di valori, ma una “crescita di tolleranza per morali diverse” che debbono vivere e interferire tra di esse all’interno di un ordinamento democratico. Secondo Giovanardi si sta facendo poco “per contrastare questa intolleranza” e si dice convinto che la morale cattolica non si concili con istanze come il matrimonio omosessuale: “io sono per il matrimonio tra uomo e donna!” afferma. E qui si dà fuoco alle polveri della polemica. Giovanardi  tende una bella trappola, con il sostegno di Ferrara a Manconi: se è vero che la tolleranza impone di accettare il matrimonio omosessuale, dovrebbe essere anche vero che si deve accettare anche la poligamia o l’incesto. Domanda insidiosa, non c'è che dire. Manconi reagisce spiegando che, per definizione, la poligamia è disparità di diritti tra l’uomo, che è il dominus e le donne che sono soggetti considerati, sempre per definizione, “inferiori” e che l’ordinamento democratico si esprime nella direzione opposta. Ma la trappola è scattata e il “perfido” Ferrara incalza citando la proposta di legge canadese sulla applicazione della sharia alle comunità islamiche  del Canada e mettendo in difficoltà l’ottimo e un pochino permaloso Manconi: “Vedremo quando si arriverà a questo!” tuona.


Sondaggio: chi ha ragione secondo voi?










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20 ottobre 2004

Antifascismo e memoria storica

Felicissima puntata di otto e mezzo. Stasera ospiti di Giuliano Ferrara, Giampaolo Pansa con il suo libro "Prigioniero del silenzio" e Sergio Luzzato con "La crisi dell'antifascismo".   Il libro di Pansa racconta la storia di un sardo, tale Andrea Scano, antifascista comunista, che alla fine della guerra  "da vincitore" si prepara alla vittoria successiva raccogliendo le armi per l'ora x e andando nella Jugoslavia di Tito dove invece che l'eden trova il carcere e le torture. Al ritorno in Italia e dopo la riappacificazione tra il regime di Tito e l'Urss, riceve dal Pci la consegna del silenzio. Non dovrà fare parola di ciò che ha visto, provato e subito per non danneggiare la causa comunista e per non prestare il fianco ai nemici.  Luzzato presenta invece un libro, da storico qual'è, sulla crisi dall'antifascismo (che identifica un pò troppo con quello comunista) affievolito da un eccesivo revisionismo e da un uso tendenzioso della storia. Straordinario Ferrara. E Pansa convince più di Luzzato.




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